Abolire l'impossibile

Venerdì 6 Marzo 2026 - 18.00

Abolire l'impossibile

Giovedì 29 Gennaio 2026 - 11.36
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ANTIDOTI ALLA PAURA

«Questo libro è la storia di un’utopia, uno spazio di prova, un laboratorio mentale in cui diventano pensabili possibilità che ancora non esistono.»

C’è ancora spazio, in questi nostri tempi oscuri, per il pensiero utopico? Valeria Verdolini sostiene che fare utopia serve soprattutto a organizzare la speranza in forme praticabili.

In Abolire l’impossibile, l’autrice parte da un’analisi storica della violenza, dei modi in cui si presenta, del ruolo che ha avuto nella fondazione delle istituzioni e nel plasmare le forme di potere: un filo rosso collega la storia della schiavitù alla nascita del capitalismo, il colonialismo alla costruzione dei confini, l’emarginazione degli ultimi alla nascita della cittadinanza. Prigioni, confini, polizie sono gli ambiti che questo libro indaga per aprire a un dialogo sulle «abolizioni possibili» e su nuove sfide politiche e sociali.

Passando per la storia delle abolizioni riuscite – la schiavitù negli Stati Uniti o i manicomi in Italia – si arriva al concetto di «abolizioni impossibili», ossia la cancellazione di quelle strutture pervasive che perpetuano i meccanismi di oppressione: patriarcato, razzismo, lavoro, proprietà, guerra… Contro queste dinamiche apparentemente incrollabili si può fare qualcosa, ma la risposta chiede un duplice sforzo, culturale e operativo: l’ammissione del privilegio e l’impegno per costruire istituzioni altre.

L’abolizionismo che ci racconta Valeria Verdolini si fonda sulla speranza e propone trasformazioni radicali: due orizzonti ormai indispensabili per la sopravvivenza della democrazia.

 

VALERIA VERDOLINI insegna Diritto e mutamento sociale e Inequalities and social mobility all’Università di Milano. Da alcuni anni tiene il corso Abitare il margine al polo universitario del Carcere di Bollate.
Dal 2012 è presidente di Antigone Lombardia. Ha pubblicato L’istituzione reietta. Spazi e dinamiche del carcere in Italia (Carocci, 2022) e, con Paolo Grassi e Giacomo Pozzi, Milano fantasma. Etnografie di una città e delle sue infestazioni (Ombre Corte, 2025). Scrive per «Lucy», «The Italian Review», «Micromega», «CheFare», «Doppiozero» e collabora con Biennale Democrazia.

GIORGIA SERUGHETTI è professoressa associata di Filosofia Politica all’Università di Milano-Bicocca. Ha scritto saggi su questioni di genere e teoria politica, con particolare attenzione a fenomeni migratori, sessualità, violenza contro le donne e movimenti femministi.